ASPETTANDO IL NATALE

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ASPETTANDO IL NATALE

Il mio cuore s’intenerisce
nell’ascoltare la novena.

Mente sfoglia il libro del tempo,
attenta scorre su scie di sentimenti,
adombrate da forti emozioni.

Presepi di Natali scorsi
illuminano istanti felici
di un cuore innocente.

Albero addobbato
con festoni e palle colorate
tutto illuminato da mille luci:
ansia di bimbo per doni sperati.

Amor di nonni e genitori,
ricorda quel cuore,
sente ancora le carezze
e …..l’amore!

Pittore di mondo

http://www.parafrasando.it/ViandanteFriedrich.bmp

Lascia  sulla tela della vita

i colori delle gote d’un bimbo

e i capelli dorati d’un amore

che del celeste cielo, riempiva

gli occhi di sole splendente.


Or colora con i ricordi

un campo di grano maturo

e dipinge larghe gonne

con rossi papaveri

e

il verde degli anni :

nel suo ciel,

vola un aquilone.

che con un arcobaleno

confonde il grigio

cielo d’un autunno.

 

Aiuto chiedo …

alle muse preposte

che i colori

di questa stagione

affreschino

con ultimi ritocchi

la tela usurata

della vita mia

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Disegnatore di case (poesia di A. Zucchi)

zucchifoto.JPGDisegnatore di case

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Nota dell’autore

 

La terrazza di casa mia (a Reggio Cal. in via Italia, quartiere

S. Caterina, dove ho vissuto fino al conseguimento del diploma

di Geometra) e la passione giovanile per il disegno hanno

ispirato questo componimento, fedele resoconto in versi di

alcune tra le più belle immagini che ho dentro il cuore.

Aggiungo, ma solo per completezza di informazione, che nel più

bel cortile del mondo, quello della palazzina dove abitavo,

all’età di 10 anni incontrai un geometra intento a seguire dal vivo

i lavori per la costruzione di un garage. Quella chiacchierata

con l’uomo in cravatta, qui non esposta, mi fece innamorare di

quel mestiere.

Questa poesia vuole essere il ricordo di un sogno inevaso.

Poi, infatti, la vita mi ha riservato altro ma questa è un’altra storia…

Aurelio (Roma, 11/06/2009)

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Ricordi ancora quelle belle volte

quand’aspettando il fine primavera

o la fanfara della festa estate,

staccavi scaglie di meriggi al giorno?

Salivi, con la palla ed un fratello,

per quei gradini che contavi sempre,

le rampe di riverberi e fragranze

e su quei muri si segnava un nome.

 

La vita era di mille vite insieme,

pistacchio e cioccolato a far la torta

che panna e frutta sormontavan tutta.

Poteva capitarti un pezzo grande

o il poco che giustificasse il gusto

e succedeva che in quella fetta

neanche l’ombra della bianca crema

od il color di fragola o ciliegia!

Ma poi, appena quella era ingoiata,

tu t’accorgevi ch’era pure buona

e, al diavolo, se per una volta

il caso favorito non ti aveva.

 

Lasciamelo dir, la tua terrazza

era a dir poco un po’ particolare

qual campo noi da gioco pensavamo

su un mattonato di seconda scelta

pieno di gobbe ed indecenti crepe.

 

Ma come facevate, tu e Antonello

a tirar sempre quasi rasoterra?

D’accordo, tu eri già un po’ calciatore

ma lui …. che undici anni aveva appena?

 

Quando alla fine stanco si sedeva

o si lagnava per falso dolore

per te era segno ch’era giunta l’ora

della merenda che giù l’aspettava.

Te lo prendevi in braccio a spupazzarlo

e insieme guardavate il vostro mare

e quindi, giù, correndo di gran lena

a riportarlo al covo interno 6

dove qualcuna l’aspettava fiera

con nella mano pane e mortadella.

Tu invece lesto sopra ritornavi,

stavolta a due a due i tuoi gradini

che sempre tutti bene ricontavi

per il timor d’averne perso uno.

Lasciavi l’uscio d’abbaino aperto

e t’affacciavi al vento e al parapetto

dal lato di quell’ultimo tramezzo

e da gendarme perlustravi il porto.

 

Confessa, maledici quel palazzo

che alto, troppo alto, t’impediva

di buttar l’occhio pure sul naviglio

verso quel molo nell’aperto mare?

 

Chissà le quante volte t’hanno chiesto

qual è il mestier che tu vuoi far da grande?

Il pescatore, il marinaio oppure

del faro più lontan sarai guardiano?

Disegnator di case voglio fare

tu rispondevi, e non avei dieci anni

e, via, cucine letti sale e bagni

tracciati e ritracciati sui quaderni

per poi strapparli in mille e mille pezzi

se una misura giusta non tornava.

Poi nella vita tu hai fatto d’altro

così come la vita t’ha permesso

ma, per favore, se lo vuoi, mi tiri

planimetrie perfette dal cassetto,

con tutte le finestre della casa

rivolte al mare che da quel terrazzo…?

 

 

SEGRETO D’AMANTI

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Amanti nel buio dell’alcova,
 dal desiderio spinti,
 con muti sospiri invocano
l’attenzione delle proprie anime,
assopite nelle segrete del castello della vita.

Passione ardente accende camino del cuore,
 riscalda ambienti e attraversa porte chiuse,
 finalmente anime intorpidite, calore sveglia!

Magia… di una notte d’amore…
si schiudono  segrete….
s’illuminano le scale….

Anime di castelli lontani…
s’incontrano….
si penetrano…
vivono al contatto…
l’amore eterno..

…esplosione di luce!