I CIPRESSI DEL CAMPOSANTO

I cipressi del camposanto

Svettano nel ciel
oscillan lievi la chioma
al vento di tramontana.

 

Come lieve lamento
si ode

il loro fruscio
in quel luogo silente

dove lì

nell’avello riposa
il trapassato congiunto.

Di quel luogo

– sentinelle –

che sol vista

rassicurano

ogni cuor

 

La mia preghiera odierna
A loro custodir nel tempo

affido

 

SOGNO (poesia)

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Si chiude su “la morte del cigno”

il sipario dei vissuti giorni grevi

l’emozione mi naviga in solitudine

negli strati dell’atmosfera scura.

 

Cerca la stella che brilla lontano

che speranze mai assopite indicano

così, ansioso diventa l’errabondare

di un’iride lontan dal vivere reale.

 

A rincorrere l’anima in notti nere

come compagna dei pensieri miei

e lei si rifiuta di vivere queste paure

senza certezze di provati sentimenti.

 

Invita il cuore a starmi vicino sempre

Affinché possa aiutarmi a veder chiaro

in questo sogno che si ripete da tempo:

di voler salvar la vita al cigno morente.

IN-CERTE SPERANZE

incerte speranze

IN-CERTE  SPERANZE

Un madido corpo

infastidito da stagnante mente

attende aliti di sogni.

Nel mare posato di un’anima

cantano le sirene

a incantar cuor d’Ulisse.

Passo senza offesa

perché legatomi prima

alla nave della vita.

Desidero un porto

per buttar l’ancora

e riparar le rotte reti

del mio travaglio

perché tuttora

incerto è il cammino.

Sono oltre l’orizzonte,

naufrago su fragile zattera

e

nel cielo non vedo stelle

non ho la bussola

forse domani

un gabbiano mi salverà.

 

VISTA MARE

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VISTA MARE

Scorcio di rada
tra mediterranea macchia
avvinghia lingua di mare
con aureo arenile.
Giovani scogli
fan da sentinella.

Frenano il ficcarsi
delle onde crespe,
da mossa
scaturiscono suoni
come saluto d’attenti.

Svanito cavallone
approda sulla battigia
intride
colorati nicchi
fra la rena .

Tenue zefiro salato
ad aria greve s’oppone.

Vista affresca
emozioni d’animo
di un uomo in panciolle
sdraiato all’ombra
di un pergolato

 

La mia terra

 


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Terra di conquista da tanti popoli,
terra antica e di cultura,
terra piena di sole e di mare.

Luogo di unione di varie culture
In cui visibile tante strutture.

Oh! Terra mia,
che violenza hai vissuto,
e tanta gente,
la vita ha perduto.

Terra di eroi
e
uomini di grande cultura,
nascono in questa terra
immersa nella natura.

Terra piena di ospitalità,
Che ogni visitatore già sa.

Terra piena d’amore
Perché qui, conosce il dolore.

A tutti voglio dire:-
io in questa terra,
voglio morire

 

 

CUORE DI POETA

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Corre il bambino verso la mamma

picchia forte quel cuore nel torace

braccia protese lo rassicureran

dall’incognita di futura vita.

 

Sentimento conserva l’amore nato

e ne festeggerà ogni anno che passa

addobbandosi a festa l’animo suo

pieno di doni regalati dall’ amore.

 

Battaglie sul campo della vita

spesso ferireranno i muri del cuore

e qualche volta andranno in rovina

ma il tempo muratore li aggiusterà.

 

Così crescerà la poesia della vita

tra spine di rose rosse e cieli blu

dove affetti e passioni desiderate

in ogni cuore impronta lasceranno

 

INNAMORATO DELLA VITA…

INNAMORATO DELLA VITA

INNAMORATO DELLA VITA..

Non dimentico mai..
l’innocenza di un bambino
che correva dietro
ad un cagnolino.
Occhi felici e gote sorridenti
gridavan.. aspettami..aspettami
al compagno di gioco…

Nell’aia della fattoria
dove covoni di frumento
aspettavan la trebbiatura
correvamo intorno…

Suoni di campanacci
e muggiti di mucche
nei vicini pascoli
erano la colonna sonora
della mia spensieratezza.

Tuttora, mi rifugio
in quegli anni
dove l’innocenza
e la libertà di un cuore
innamorato della vita
fantasticava sulla felicità
degli uomini liberi
che vogliono volare
nel cielo di un orizzonte
che sovrasta il mare.

Il mio cielo!

 

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Nell’attimo del primo vagito,
il diario dell’universo
annota, sulla prima pagina
l’inizio della vita, scrivendone
in anteprima il destino.

Spesso guardo, il cielo
col naso all’insù a cercar
di leggere quel diario.

Costellazioni leggo, identificate
dall’uomo nel tempo antico,
figure create dalla fantasia
in quei ricami dell’universo.

Leggo gli aspetti
di mille combinazioni io,
provo a carpire
tra leggende e fantasie
qual’è la strada mia.

Il mio “cielo”

 
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Nell’attimo del primo vagito,
il diario dell’universo
annota, sulla prima pagina
l’inizio della vita, scrivendone
 in anteprima il destino.

Spesso guardo, il cielo
col naso all’insù a cercar
di leggere quel diario.

Costellazioni leggo, identificate
dall’uomo nel tempo antico,
figure create dalla fantasia
in quei ricami dell’universo.

Leggo gli aspetti
di mille combinazioni io,
 provo a carpire
tra leggende e fantasie
 qual’è la strada mia.

Solo questo posso dire..
nel  mio cielo …vivo!