I CIPRESSI DEL CAMPOSANTO

I cipressi del camposanto

Svettano nel ciel
oscillan lievi la chioma
al vento di tramontana.

 

Come lieve lamento
si ode

il loro fruscio
in quel luogo silente

dove lì

nell’avello riposa
il trapassato congiunto.

Di quel luogo

– sentinelle –

che sol vista

rassicurano

ogni cuor

 

La mia preghiera odierna
A loro custodir nel tempo

affido

 

SETTEMBRE

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Nello sfumare di stagione

raduna gli ultimi tepori
in graduati rossi indefiniti
a delinear orizzonti blu
di mari nervosamente tristi
come in ultimo commosso saluto
di commiato all’amore che và.

Imbevuta or l’aria
d’ odor di mosti -chiude-
nel cassetto dei ricordi
quelli di salsedine
e l’ultimo raggio di sole
illumina la vigna
spoglia del suo frutto.

E’ tempo di calde memorie
che accendono l’animo
da un freddo cielo bigio
al calar della sera;
un raggio di luna -illumina-
il cader di foglia d’un albero
che rivela al cuor mio
l’autunno

 

COME L’ ONDA

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Lunatico fluido
a cavallo di zefiro
è la mia coscienza.

Nè cielo e nè terra
la vuole
solo
l’inconscia mente
accoglie la virilità
che sbatte
sugli scogli della vita

dove a dar speme
all’ancorato amor
indifeso cuore
accende
la luce del faro.

A cercar una rada
al riparo
dell’imminente uragano
che spezza certo
l’ossatura della nave.

Lieve risacca
d’un giorno d’estate
aspetta

VISTA MARE

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VISTA MARE

Scorcio di rada
tra mediterranea macchia
avvinghia lingua di mare
con aureo arenile.
Giovani scogli
fan da sentinella.

Frenano il ficcarsi
delle onde crespe,
da mossa
scaturiscono suoni
come saluto d’attenti.

Svanito cavallone
approda sulla battigia
intride
colorati nicchi
fra la rena .

Tenue zefiro salato
ad aria greve s’oppone.

Vista affresca
emozioni d’animo
di un uomo in panciolle
sdraiato all’ombra
di un pergolato

 

LA SPUMA DI MARE


di Filippo salvatore Ganci

Oscuro scoglio che riposi dolente

tra fasci di luce lunare e stelle

scolpito da un leggero buffetto

 di una maldestra onda insistente.

 

Aspetta con ansia i colpi di frusta

d’onda grande a svegliar dormiente

ricordo d’un trascorso giorno caldo

tra alghe, stridio di gabbiano e maree.

 

Di sfondo sabbia d’oro a corona

abbraccia la risacca ormai stanca.

si odono dolci note musicali

 e vocio di signori in gran allegria.

 

Or loro ti fanno compagnia …

Oh, dolce pensieroso scoglio

 preso da silente malinconia.

 

In questa notte particolare

sotto una luna innamorata

luccica sulla roccia argentata

a consolar occhio che vede …

 

La spuma di mare

 

La mia terra

 


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Terra di conquista da tanti popoli,
terra antica e di cultura,
terra piena di sole e di mare.

Luogo di unione di varie culture
In cui visibile tante strutture.

Oh! Terra mia,
che violenza hai vissuto,
e tanta gente,
la vita ha perduto.

Terra di eroi
e
uomini di grande cultura,
nascono in questa terra
immersa nella natura.

Terra piena di ospitalità,
Che ogni visitatore già sa.

Terra piena d’amore
Perché qui, conosce il dolore.

A tutti voglio dire:-
io in questa terra,
voglio morire