C’ERA UNA VOLTA

C'ERA UNA VOLTA

Così  scriverei 
l’inizio del racconto 
della mia vita
e alla fine, chiuderei
-…vissero felici e contenti…-

Non posso farlo…

Ferite emarginate
del mio cuore
segnano, il dolore
dell’incidere della vita

Nella clessidra del tempo
matura l’animo
e invecchia il cuore.

Saper cogliere
i frutti 
– al tempo giusto-
non è facile!

Solo la saggezza
di canuti capelli
potrà insegnarmi
il vivere passato..

Oramai… è tardi!
Sono stanco.

SOGNO (poesia)

847180207_1430127

Si chiude su “la morte del cigno”

il sipario dei vissuti giorni grevi

l’emozione mi naviga in solitudine

negli strati dell’atmosfera scura.

 

Cerca la stella che brilla lontano

che speranze mai assopite indicano

così, ansioso diventa l’errabondare

di un’iride lontan dal vivere reale.

 

A rincorrere l’anima in notti nere

come compagna dei pensieri miei

e lei si rifiuta di vivere queste paure

senza certezze di provati sentimenti.

 

Invita il cuore a starmi vicino sempre

Affinché possa aiutarmi a veder chiaro

in questo sogno che si ripete da tempo:

di voler salvar la vita al cigno morente.

Si, è amore

amore_si

SI, È AMORE!

 

Questo amore di Jacques Prévert

L’incipit è il seguente

 

Questo amore

Bello come il giorno

Cattivo come il tempo

Quando il tempo e cattivo

Questo amore così vero

Questo amore così bello

Così felice

Così gioioso…

Quest’amore che dita intreccia

la notte nell’alcova di amanti

e unisce la passione del cuore.

Belle emozioni tra gemiti d’unione

colgono essenze d’unica anima

al contatto d’epidermiche ardenti.

E’ cosi vero, è così lieto l’attimo

che ti regala l’amore anelato

vive nei cieli dei sogni appagati.

Addio tempeste ribelli del cuore

nuove storie bagliori accendono

e saetta incide la frase –… per sempre! –

 

 

ALLA RICERCA D’ UN AMOR

847020405_1070235

ALLA RICERCA D’UN AMOR

 

L’alba che i giorni miei annuncia
sveglia l’uomo e tutta la sua natura
al voler di destino, che lascia arsura
di un grande amore, che animo desia.
Occhi scrutano ogni dove, nell’orizzonte
di un sole in tramonto o in fondo al cuor,
nel sorriso di una donna bella e conturbante
o nell’ultimo sguardo vivo d’uomo che muor
Forse donar il proprio amor, è unica cosa
c’è chi a raccoglier con sentimento or stà
e senza fatica cuor mio, amor sicuro troverà
Questo semplice donarsi in cuor tuo posa
sicura felicità e se tuo destino questo sarà
nelle notti calde, percepirai profumo di rosa
 

SOLO DI NOTTE

SOLO_DI_NOTTE

E’ l’amica notte che mi trova

nei deserti  del  mio cuore

tra riposi di battiti mescolati.

 

Spesso mi trova in prossimità

di dolce solitudine che rider fa

pensieri d’un canuto tempo .

 

E l’anima insonne scava abissi

con oblunghe unghie funestate

a cercare emozioni splendenti.

 

Avvinghiato è il  corpo al letto

da steli di rose carichi di spine

e vetro, fatti a pezzi dell’alterigia.

 

Non c’è la fede che mi rassicura

ormai dorme beata disgiunta da me

non ho una orazione che la svegli.

 

Affogo nel nulla di passate stagioni

non v’è più la speranza che mi aiuta

a combattere ancora in questa vita.

 

IN-CERTE SPERANZE

incerte speranze

IN-CERTE  SPERANZE

Un madido corpo

infastidito da stagnante mente

attende aliti di sogni.

Nel mare posato di un’anima

cantano le sirene

a incantar cuor d’Ulisse.

Passo senza offesa

perché legatomi prima

alla nave della vita.

Desidero un porto

per buttar l’ancora

e riparar le rotte reti

del mio travaglio

perché tuttora

incerto è il cammino.

Sono oltre l’orizzonte,

naufrago su fragile zattera

e

nel cielo non vedo stelle

non ho la bussola

forse domani

un gabbiano mi salverà.

 

VISTA MARE

846683956_1888899

 

VISTA MARE

Scorcio di rada
tra mediterranea macchia
avvinghia lingua di mare
con aureo arenile.
Giovani scogli
fan da sentinella.

Frenano il ficcarsi
delle onde crespe,
da mossa
scaturiscono suoni
come saluto d’attenti.

Svanito cavallone
approda sulla battigia
intride
colorati nicchi
fra la rena .

Tenue zefiro salato
ad aria greve s’oppone.

Vista affresca
emozioni d’animo
di un uomo in panciolle
sdraiato all’ombra
di un pergolato

 

LA SPUMA DI MARE


di Filippo salvatore Ganci

Oscuro scoglio che riposi dolente

tra fasci di luce lunare e stelle

scolpito da un leggero buffetto

 di una maldestra onda insistente.

 

Aspetta con ansia i colpi di frusta

d’onda grande a svegliar dormiente

ricordo d’un trascorso giorno caldo

tra alghe, stridio di gabbiano e maree.

 

Di sfondo sabbia d’oro a corona

abbraccia la risacca ormai stanca.

si odono dolci note musicali

 e vocio di signori in gran allegria.

 

Or loro ti fanno compagnia …

Oh, dolce pensieroso scoglio

 preso da silente malinconia.

 

In questa notte particolare

sotto una luna innamorata

luccica sulla roccia argentata

a consolar occhio che vede …

 

La spuma di mare